È probabile che non avessi ancora dieci anni quando chiesi ai miei genitori di lasciarmi a trascorrere qualche giorno da solo con la nonna nella sua casa in montagna. Saremmo dovuti rientrare a Brescia la sera della domenica dopo una breve visita nel weekend e non so come mi venne in mente di fare questa richiesta. Nessuno me lo aveva proposto. Forse volevo dimostrare a me stesso, più che agli altri, che ero cresciuto abbastanza da poter trascorrere qualche giorno lontano dalla famiglia, cosa che in verità non avevo mai sperimentato prima.
In casa con la nonna c'era anche Luigina, la moglie di un cugino di papà, che veniva a trascorrere qualche momento di vacanza trovando posto in una delle camere da letto al piano superiore e così chiesero anche a lei, che al momento non aveva figli, di badare a me. Dato che mio nonno era morto ormai da qualche tempo, nonna mi fece accomodare per la notte nel suo letto matrimoniale accanto a lei.
Nonna Nina aveva il vizio del tabacco. Quando era colpita da forte emicrania, estraeva di tasca la sua tabacchiera e stendeva sulla mano qualche presa che poi sniffava con sollecitudine. Dato che restavo incuriosito a fissarla, una volta mi fece provare a dare un tiro. Ma la mia sensazione fu come avessi respirato polvere. Solo un po' di solletico al naso e nulla più. Cosa ci avrà mai trovato di interessante lo sapeva solo lei. Dopo un po' le colava dal naso qualche rivolo scuro che mi faceva pensare avesse annusato del caffè.
Un giorno mi ha portato nel bosco nella pineta sopra il paese, esattamente dove sono seduto in questo momento a scrivere questo breve post su una panchina di legno a fianco di Maria Luisa che inganna il tempo conversando al telefono con un'anziana amica di Cremona. Quel giorno nonna andava alla ricerca di qualche fungo. Da veterana, con una certa esperienza in materia, qualcosa era riuscita a trovare, pur con l'impiccio del nipote al seguito.
Nonostante i vari diversivi escogitati da nonna Nina per tenere vivo il mio interesse, pativo un po' di nostalgia di casa e avevo voglia di rivedere presto mamma e papà, ma dovetti attendere fino alla domenica successiva, quando i genitori sarebbero saliti nuovamente a Livemmo.

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