È nel weekend che riesco a dedicare alla pittura maggior tempo. A fine giornata lavorativa, spostando più in là l'orario della cena, riesco talvolta ad inforcare i pennelli, ma il sabato e la domenica pomeriggio posso godere di qualche ora di luce naturale che, per chi dipinge, è sempre meglio.
Tengo in caldo alcuni soggetti appuntandoli su un foglietto di carta oppure, più spesso, in un taccuino digitale sul cellulare. Cosi non rischio di dimenticarli. Non sempre un'idea estemporanea può essere messa in pratica subito.
Lasciando decantare per qualche giorno un soggetto, spesso si favorisce un processo inconscio di elaborazione che porta a ribaltare la struttura della scena o ad arricchirla di altri particolari che ci paiono adatti ad illustrare meglio il concetto che volevamo esprimere.
Sono abbastanza sicuro di averlo già scritto, ma ripeterlo non fa male. Col colore che mi avanza dopo aver eseguito un dipinto su tela, prima che si secchi, amo buttar giù qualcosa di semi-estemporaneo su un piatto di carta.
Con i colori acrilici non si può indugiare troppo. Se in una esecuzione mi sono attardato al punto da aver abbondantemente passato l'orario canonico per il pranzo o la cena e decido pertanto di fermarmi, alla ripresa dopo aver mangiato rischio di non poterti più utilizzare.
Quindi, a motivo della loro natura, finché c'è pigmento spremuto, passo immediatamente a stenderlo sul fondo di un piatto di carta. Evito lo spreco e al contempo lascio all'improvvisazione del momento la libertà di agire.
Non sono sempre pienamente soddisfatto di ciò che ne esce. D'altra parte sono per lo più esecuzioni meno curate. Ma non importa. Non è la perfezione del gesto che vado cercando. L'area circolare è tutto sommato abbastanza ristretta e non ci si può certo dipingere la Cappella Sistina.
Il supporto di carta assorbe più velocemente della tela e quindi posso abbondare con la diluizione dell'acqua se una tinta sta difettando per quantità. A volte un piatto solo non basta e per archiviare definitivamente una sessione ho bisogno di estrarre dalla confezione altri piatti.
Non è poi infrequeste che, passando in rassegna le creazioni, resti più soddisfatto del soggetto reso su supporto riciclabile. È accaduto anche ieri. Disegnare il Principe azzurro invertendo il colore dello sfondo con quello della pelle mi ha personalmente gratificato di più.
Ma non è detto che questo valga per tutti. Se di arte si tratta, ma non può essere scontato, il bello è comunque soggettivo e quel che può apparire per me gradevole alla vista, non è detto che lo sia anche per altri. Non tutti, almeno.

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