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giovedì 1 gennaio 2026

Capodanno

 


Oggi giornata relax senza smania di vedere troppe cose. Procediamo con ritmo blando, quasi senza meta precisa. Dopo una rapida, in tutti i sensi, visita a Monforte collocato sulla sommità di un cucuzzolo, ora siamo approdati ad Alba col pensiero di trovare maggiore vita: un bar aperto, per dirla in altre parole.

Parcheggiato fuori da quel che sembravano i bastioni che circondano il centro storico, abbiamo scovato subito un bar in servizio. Dentro pochi avventori dall'aria stralunata con l'intento forse di tener morbida la piomba per il brindisi del nuovo anno. Giusto il tempo di fare un veloce passaggio al wc che il locale si è improvvisamente riempito di un folto gruppo di turisti d'Oltralpe.

Ordino un drink d'altri tempi: un punch all'arancia, senza sapere con certezza se l'ho scritto correttamente. In verità mi sarei bevuto volentieri una china calda, ma è risultata una bevanda troppo antidiluviana e non è disponibile. Maria Luisa si è consolata con una tisana dall'avvincente nome "Fuoco del caminetto" e l'ha accompagnata con una brioche, giusto perché a pranzo non c'eravamo presi nulla. Non siamo in debito di calorie e contiamo di rifarci a cena, ma lei evidentemente ha un metabolismo differente dal mio e il liquido assunto deve essere preferibilmente accompagnato da qualcosa di solido.

Il brusio nell'angusta sala sale. Ognuno bada alle proprie questioni e io, con la spalla adagiata al vetro di una finestra che dà su un cortile interno, non bado troppo ai discorsi che ruotano nell'aria e quasi son più rapito dalla musica di sottofondo che aleggia nel locale sebbene sia alquanto inadatta alla media delle età che qui campeggiano in attesa di avvolgere ciascuna quel filo d'Arianna invisibile che ci porterà in centro anziché lontano dal labirinto di una vita per qualche ora non più vorticosa.

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