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sabato 4 novembre 2017

Le quattro mura

Ci sono quattro mura, alte, poderose, che circondano la nostra vita. Questi bastioni non sono per noi di ostacolo, ma son lì a proteggerci.

Queste quattro mura sono i genitori, i fratelli, il coniuge ed i figli. Se uno di essi viene meno ci sentiamo indifesi e vulnerabili come se una grande breccia fosse stata aperta nel castello in cui noi ci sentivamo sicuri.

sabato 14 ottobre 2017

To be and to have

Essere o avere? Sembra questo il dilemma su cui dibattersi per una vita intera. Meglio alimentare lo spirito o ingozzare il corpo?

Qualcuno risponde silenzioso con la propria personalissima interpretazione. Altri fanno un gran clamore della scelta intrapresa. E non vale soltanto per i singoli, ma per un insieme più ampio come i popoli e le nazioni.

Chi non ha, può trovare facile consolazione nella propria supposta affermazione interiore. Chi possiede in sovrabbondanza certamente pensa di aver raggiunto una considerevole affermazione di sé.

Ma io cosa penso di me stesso? Ho dichiarato altre volte che non contano i beni materiali e di provare per essi un certo distacco e svestito da un pezzo la brama di avere di più.

La verità, come sempre, sta forse nel mezzo. Probabilmente fra essere o avere è sbagliata la vocale e sarebbe meglio considerare questi apparenti opposti come complementi di un tutt'uno che meglio ci completa.

domenica 1 ottobre 2017

Un segno dal cielo


Allora vennero i farisei e incominciarono a discutere con lui, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova.
Ma egli, traendo un profondo sospiro, disse: "Perché questa generazione chiede un segno? In verità vi dico: non sarà dato alcun segno a questa generazione".


Settimana l'altra ho ricevuto una telefonata dal parroco il quale mi chiedeva se ero disposto a fare da "chierichetto grande" alla messa di accoglienza della statua della Madonna Pellegrina di Fatima.

Preso alla sprovvista mentre ancora stavamo cenando, ho preferito prendermi del tempo ed ho risposto che mi sarei rifatto vivo l'indomani.

Avevo sentito distrattamente parlare di questo evento che di lì a poco sarebbe capitato nella nostra comunità e non ero per niente coinvolto nelle iniziative che in quei giorni evidentemente si stavano intensificando e a cui, se non fossi stato interpellato direttamente, probabilmente non avrei partecipato.

L'indomani mattina ho inviato al parroco un messaggio in cui davo il mio assenso alla sua proposta e così nel fine settimana ho ricevuto istruzioni per passare in sacrestia a prendere la veste da indossare la domenica pomeriggio e indicazioni riguardo al luogo dove recarmi.

Con Maria Luisa al seguito siamo andati a piedi nella parrocchia più a nord della nostra unità pastorale. Là, noi ministranti, avremmo indossato la veste cerimoniale e ci saremmo poi portati nel vicino campo da rugby per attendere l'arrivo in elicottero della Madonnina.

Bisognava trasportare la portantina su cui la statua sarebbe stata collocata. Senza esternarlo troppo ho gioito internamente per questo compito da condividere assieme ad altri tre volontari. Ma subito mi sono reso conto che le mie spalle non sono affatto avvezze a portare pesi e ben presto ho dovuto stringere i denti sperando di non lasciare il compito ad altri cadendo rovinosamente a terra.

Non ero il solo a patire il peso di quel supporto. Dopo un certo tratto di strada, visto il nostro affanno, siamo stati rimpiazzati da altri volontari più giovani a cui siamo comunque nuovamente subentrati poco prima di arrivare a destinazione.

Attorno al campo sportivo si era già disposta una discreta quantità di gente. Dopo un poco il parroco ha dato nuovamente istruzioni e ci siamo spostati dalla parte opposta per aspettare in quel luogo l'elicottero che sarebbe partito dall'aeroporto di Montichiari e che nel frattempo stava accumulando qualche minuto di ritardo.

In quei momenti di attesa non potevo fare a meno di pensare al passo del Vangelo in cui è detto: "Uomini di Galilea, perché restate a guardare il cielo?". E contemporaneamente maturavo la convinzione che, aver dato assenso positivo alla richiesta del don, mi avrebbe permesso di assistere all'arrivo da una posizione privilegiata.

Poi finalmente qualcuno ha scorto di lontano l'aeromobile e tutti si son messi a fissare quel puntolino scuro che nel cielo si faceva via via più vistoso e rumoroso.

Arrivato sopra di noi ha cominciato a fare due giri in tondo, non so bene se per omaggio oppure per prendere le misure prima dell'atterraggio. Infine si è allontanato un po' in direzione nord e ha cominciato a perdere quota virando nella direzione in cui eravamo schierati noi.

Quando si trovava ormai dentro il perimetro del campo si riusciva a scorgere nettamente la sagoma della Madonnina che era posta dentro l'abitacolo a fianco del pilota in posizione leggermente antistante.

In quel momento ho provato un picco d'emozione che mi ha ricordato il giorno delle nozze quando Maria Luisa sopraggiunse in auto accompagnata dal fratello. Ma la commozione era adesso di altra natura. Mi son sentito misero ed indegno dell'amore di quella Piccola Madre il cui simulacro avrebbe albergato per alcuni giorni fra di noi.

sabato 2 settembre 2017

Seduzione o inganno

Vorrei riprendere in qualche modo il discorso del post precedente estendendo un po' più in profondità la riflessione che ho iniziato a fare l'altra volta.

Il rapporto con l'Assoluto è imprescindibile nella vita di ogni uomo, anche di colui che si professa ateo. Nonostante la sua indagine lo abbia portato ad una conclusione pessimistica riguardo all'esistenza di una entità soprannaturale e quindi segua l'avvicendarsi dei giorni facendosi ispirare solamente dal proprio buon senso, dal buon consiglio di chi graviti intorno o da chi lo abbia preceduto, è naturalmente portato a mantenere aperta la riflessione su questo tipo di argomento.

Allo stesso modo, anche colui che sente di credere fermamente in qualcosa di spirituale che trascende la realtà dei sensi, non può smettere di interrogarsi ripetutamente oppure almeno essere colto di tanto in tanto dal dubbio e pensare che non vi sia null'altro al di fuori di ciò che possiamo vedere, udire e toccare con mano.

E così ci arrabattiamo da mane a sera, dall'alba al tramonto, dall'età della autocoscienza fino alla senescenza, alternandoci in queste due posizioni apparentemente antitetiche, ma in realtà convergenti entrambe nel comune obiettivo di dare una risposta alle domande fondamentali: chi siamo noi? da dove veniamo? a cosa siamo destinati?

E mentre portiamo avanti questo travaglio interiore, c'è chi fa pressione dall'esterno e vuole forzarci ad un cambiamento di vita che non sentiamo nostro e che non vogliamo assolutamente adottare perché non ci rende liberi: di agire, di pensare, di essere felici. Come rigettiamo un amore che non sentiamo sincero, reciproco e che non ci fa stare bene, così sentiamo forte la repulsione per tutto ciò che è coercizione, violenza, sopruso e tendiamo ad allontanarlo con risolutezza e decisione.

lunedì 21 agosto 2017

Pensieri grevi

Non sempre è il momento propizio per scrivere i propri pensieri. Un certo rallentamento metabolico post prandiale può costituire un significativo ostacolo nel tentativo di riportare per bene alcuni ragionamenti che andavamo facendo in un precedente istante in cui eravamo fisicamente impossibilitati a trascriverli. Ma accetterò la sfida facendo appello a tutta la concentrazione di cui posso godere ora.

Nei giorni scorsi avevo già preparato l'immagine che accompagna questo trafiletto. Nel disegno c'è per me un evidente richiamo all'opera di Magritte, senza per questo voler competere alla pari con questo straordinario ed inimitabile pittore. Come un'estemporanea folgorazione, m'era venuta l'idea d'illustrare in questo modo una grave preoccupazione che incombe su di noi in un dato momento o in una determinata circostanza della nostra vita.

Ma sopra la nostra testa non c'è realmente un macigno che la sovrasti e che rischi di schiacciarci al suolo, se non siamo noi stessi a caricarci sul capo tale mastodontico peso. Esiste sempre una via d'uscita che ci permette di metterci in salvo: basta cercarla ed imboccarla con decisione.

Mentre elaboravo questo concetto, la mia riflessione si è spostata anche su altri temi, suggeriti da episodi banali di vita quotidiana. Viaggiando molto in automobile mi capita spesso di assistere a situazioni in cui non emerge il meglio di noi stessi e mi domandavo perché. Se qualcuno s'infila di lato non rispettando completamente una precedenza, inveiamo prontamente. Se siamo incolonnati per qualche ingorgo o rallentamento di sorta, mal tolleriamo chi vuol saltare la fila facendo il furbo andando ad impegnare la corsia d'emergenza.

Se ci troviamo in coda in un ufficio oppure un esercizio commerciale non dotato di apposita gestione con distributore di ticket numerato, stiamo bene attenti a non farci gabbare da qualcuno più accorto di noi che tenti di scalare posizioni con abilità ed immensa faccia tosta. Se ci troviamo per strada ed apriamo un pacchetto di sigarette, perché metterci l'involucro trasparente in tasca in attesa del primo cestino? Meglio lasciarlo cadere con disinvoltura, come se ci fosse scappato distrattamente di mano.

Ho pensato che, dopo anni e anni di cristianesimo in cui eravamo persuasi a porgere l'altra guancia perché Dio si era fatto uomo e ci aveva insegnato a farlo, adesso questo Dio per noi è morto e sepolto e non c'è nessun Risorto dai morti a dare forza al suo Vangelo. Se Dio non si è fatto carne per togliere da noi il cuore di pietra e mettere dentro di noi un cuore di carne, quale futuro resta per questa umanità? Quali possono essere le ragioni per una pacifica convivenza civile?

Porgere l'altra guancia non è né stupido, né codardo. E non sono richiesti la nostra sottomissione ed il nostro silenzio. E' lecito rispondere: "Cosa ho fatto di male? Se non ho fatto nulla di male, perché mi percuoti?".

martedì 8 agosto 2017

La deriva

C'è del buon legno verde che va alla deriva in un mare di sangue. Quante risorse sprecate, quanto buon materiale da costruzione che va alla malora.

lunedì 7 agosto 2017

Astratto

Ottenuto per astrazione, e quindi privo di corrispondenza con la realtà oggettiva e con i dati dell'esperienza sensibile.
Di persona, che ha la mente rivolta altrove, profondamente assorta in qualche pensiero.
Che manca di determinazione, che non ha contatto diretto con la realtà o col mondo sensibile.
Che non riguarda l'esperienza.
Che non deriva dall'esperienza sensibile ma dal puro ragionamento.
Procedimento del pensiero per il quale si isola un elemento da tutti gli altri ai quali era connesso e lo si considera quale particolare oggetto di ricerca.
L' usiamo anche in significato di stravagante e fuor dell' uso comune.