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sabato 2 settembre 2017

Seduzione o inganno

Vorrei riprendere in qualche modo il discorso del post precedente estendendo un po' più in profondità la riflessione che ho iniziato a fare l'altra volta.

Il rapporto con l'Assoluto è imprescindibile nella vita di ogni uomo, anche di colui che si professa ateo. Nonostante la sua indagine lo abbia portato ad una conclusione pessimistica riguardo all'esistenza di una entità soprannaturale e quindi segua l'avvicendarsi dei giorni facendosi ispirare solamente dal proprio buon senso, dal buon consiglio di chi graviti intorno o da chi lo abbia preceduto, è naturalmente portato a mantenere aperta la riflessione su questo tipo di argomento.

Allo stesso modo, anche colui che sente di credere fermamente in qualcosa di spirituale che trascende la realtà dei sensi, non può smettere di interrogarsi ripetutamente oppure almeno essere colto di tanto in tanto dal dubbio e pensare che non vi sia null'altro al di fuori di ciò che possiamo vedere, udire e toccare con mano.

E così ci arrabattiamo da mane a sera, dall'alba al tramonto, dall'età della autocoscienza fino alla senescenza, alternandoci in queste due posizioni apparentemente antitetiche, ma in realtà convergenti entrambe nel comune obiettivo di dare una risposta alle domande fondamentali: chi siamo noi? da dove veniamo? a cosa siamo destinati?

E mentre portiamo avanti questo travaglio interiore, c'è chi fa pressione dall'esterno e vuole forzarci ad un cambiamento di vita che non sentiamo nostro e che non vogliamo assolutamente adottare perché non ci rende liberi: di agire, di pensare, di essere felici. Come rigettiamo un amore che non sentiamo sincero, reciproco e che non ci fa stare bene, così sentiamo forte la repulsione per tutto ciò che è coercizione, violenza, sopruso e tendiamo ad allontanarlo con risolutezza e decisione.

lunedì 21 agosto 2017

Pensieri grevi

Non sempre è il momento propizio per scrivere i propri pensieri. Un certo rallentamento metabolico post prandiale può costituire un significativo ostacolo nel tentativo di riportare per bene alcuni ragionamenti che andavamo facendo in un precedente istante in cui eravamo fisicamente impossibilitati a trascriverli. Ma accetterò la sfida facendo appello a tutta la concentrazione di cui posso godere ora.

Nei giorni scorsi avevo già preparato l'immagine che accompagna questo trafiletto. Nel disegno c'è per me un evidente richiamo all'opera di Magritte, senza per questo voler competere alla pari con questo straordinario ed inimitabile pittore. Come un'estemporanea folgorazione, m'era venuta l'idea d'illustrare in questo modo una grave preoccupazione che incombe su di noi in un dato momento o in una determinata circostanza della nostra vita.

Ma sopra la nostra testa non c'è realmente un macigno che la sovrasti e che rischi di schiacciarci al suolo, se non siamo noi stessi a caricarci sul capo tale mastodontico peso. Esiste sempre una via d'uscita che ci permette di metterci in salvo: basta cercarla ed imboccarla con decisione.

Mentre elaboravo questo concetto, la mia riflessione si è spostata anche su altri temi, suggeriti da episodi banali di vita quotidiana. Viaggiando molto in automobile mi capita spesso di assistere a situazioni in cui non emerge il meglio di noi stessi e mi domandavo perché. Se qualcuno s'infila di lato non rispettando completamente una precedenza, inveiamo prontamente. Se siamo incolonnati per qualche ingorgo o rallentamento di sorta, mal tolleriamo chi vuol saltare la fila facendo il furbo andando ad impegnare la corsia d'emergenza.

Se ci troviamo in coda in un ufficio oppure un esercizio commerciale non dotato di apposita gestione con distributore di ticket numerato, stiamo bene attenti a non farci gabbare da qualcuno più accorto di noi che tenti di scalare posizioni con abilità ed immensa faccia tosta. Se ci troviamo per strada ed apriamo un pacchetto di sigarette, perché metterci l'involucro trasparente in tasca in attesa del primo cestino? Meglio lasciarlo cadere con disinvoltura, come se ci fosse scappato distrattamente di mano.

Ho pensato che, dopo anni e anni di cristianesimo in cui eravamo persuasi a porgere l'altra guancia perché Dio si era fatto uomo e ci aveva insegnato a farlo, adesso questo Dio per noi è morto e sepolto e non c'è nessun Risorto dai morti a dare forza al suo Vangelo. Se Dio non si è fatto carne per togliere da noi il cuore di pietra e mettere dentro di noi un cuore di carne, quale futuro resta per questa umanità? Quali possono essere le ragioni per una pacifica convivenza civile?

Porgere l'altra guancia non è né stupido, né codardo. E non sono richiesti la nostra sottomissione ed il nostro silenzio. E' lecito rispondere: "Cosa ho fatto di male? Se non ho fatto nulla di male, perché mi percuoti?".

martedì 8 agosto 2017

La deriva

C'è del buon legno verde che va alla deriva in un mare di sangue. Quante risorse sprecate, quanto buon materiale da costruzione che va alla malora.

lunedì 7 agosto 2017

Astratto

Ottenuto per astrazione, e quindi privo di corrispondenza con la realtà oggettiva e con i dati dell'esperienza sensibile.
Di persona, che ha la mente rivolta altrove, profondamente assorta in qualche pensiero.
Che manca di determinazione, che non ha contatto diretto con la realtà o col mondo sensibile.
Che non riguarda l'esperienza.
Che non deriva dall'esperienza sensibile ma dal puro ragionamento.
Procedimento del pensiero per il quale si isola un elemento da tutti gli altri ai quali era connesso e lo si considera quale particolare oggetto di ricerca.
L' usiamo anche in significato di stravagante e fuor dell' uso comune.

domenica 30 luglio 2017

Svolazzi di lapis

Niente di importante da sottolineare. Soltanto qualche svolazzo di lapis che tracciano lidi e nuvole.

sabato 29 luglio 2017

A mano libera

Questa settimana ho eseguito Paint dalla macchina virtuale Windows 10 Creators Update. Dovevo catturare uno screenshot di una applicazione per allegarlo come documentazione nell'invio di una email destinata ai colleghi oppure ad un cliente.

La scritta "Open Paint 3D" posta a destra nella barra degli strumenti del noto programma di disegno ha destato immediatamente la mia curiosità e ci ho cliccato sopra senza indugio. Rapidamente ho passato in rassegna le funzionalità della nuova applicazione ed ho pensato che avrei potuto avere un'evoluzione nello strumento che abitualmente utilizzo per vivacizzare i post del blog con un'immagine.

Ieri sera ho attivato Windows 10 upgrader, il tool che consente di scaricare dai server Microsoft la nuova distribuzione senza aspettare che venga proposta, credo fra non molto, come aggiornamento automatico di Windows Update.

Quando sono andato a letto, ben prima della mezzanotte, la percentuale di avanzamento si attestava intorno al 42%. Ho disabilitato lo spegnimento del disco nelle opzioni avanzate del risparmio energetico ed ho lasciato che il PC di casa effettuasse pazientemente il pigro download dato che non dispongo di una più veloce connessione in fibra ottica. Per quel che serve a me, i pochi megabit bastano ed avanzano. Non sono poi così lontani gli anni in cui mi connettevo ad internet in dial-up via modem.

Poco prima dell'alba, per esigenze fisiologiche mi sono alzato per andare in bagno e ne ho approfittato per dare un'occhiata allo stato dell'aggiornamento. L'installazione era stata completata, ma ora il sistema doveva applicare tutta una serie di fix e patches di sicurezza rilasciati posteriormente alla build di marzo 2017.

Tutto è andato liscio, senza intoppi di sorta, ben diversamente da quanto mi era capitato in azienda con la macchina virtuale. Un driver dell'ambiente di virtualizzazione presentava dei problemi ed avevo voluto effettuarne l'aggiornamento. Non l'avessi mai fatto! Il sistema divenne instabile con una serie ininterrotta di reboot a cui non riuscivo a porre rimedio, né con avvii in modalità provvisoria, né con opzioni di recupero offerte subito dopo il boot. Non mi restava altro da fare che ripristinare la precedente versione di Windows 10 e ripetere l'aggiornamento da capo tralasciando l'avviso di errore, che per altro era visibile soltanto nelle opzioni avanzate dei dispositivi hardware.

Stamattina ho giocato un poco con Paint 3D. Divertente, ma non fa per me. Non ho gettato la spugna definitivamente. Può darsi che in futuro torni ad utilizzarlo, magari soltanto per inglobare negli elaborati fatti col vecchio Paint 2D qualche particolare che con tale rozzo strumento non riuscirei mai a manipolare adeguatamente come vorrei.

Prima o poi darò ragione alla commessa del colorificio. Non aspetterò la pensione ed acquisterò tele, pennelli e colori ad olio per cimentarmi concretamente in un'attività in cui l'odore della trementina non potrà mai uscire dallo schermo di un PC. Anche se, a onor del vero, la celerità e la rapidità di diffusione e condivisione non hanno eguali con quanto si può realizzare in digitale.

domenica 23 luglio 2017

Una storia bella da raccontare

Mi son seduto qua perché ho una storia bella da raccontare. Non è bella perché piace a me, ma è gradevole di per sé. E' breve, sì lo so, ma una cosa bella troppe parole non ha. Si spiega facilmente, rallegra la mente e lascia quel non so che... che piace pure a te!