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domenica 23 luglio 2017

Una storia bella da raccontare

Mi son seduto qua perché ho una storia bella da raccontare. Non è bella perché piace a me, ma è gradevole di per sé. E' breve, sì lo so, ma una cosa bella troppe parole non ha. Si spiega facilmente, rallegra la mente e lascia quel non so che... che piace pure a te!

martedì 18 luglio 2017

Il podio

L'importante non è vincere, ma partecipare. Questo viene ripetuto quasi ossessivamente a chi prende parte ad una qualsiasi manifestazione sportiva, ma senza riuscire poi ad ottenere un piazzamento lusinghiero. In realtà tutto dipende molto dall'approccio iniziale con cui prendiamo parte alla competizione. Se ci avviciniamo con spirito dilettantistico, giusto per stare in compagnia e fare numero, il risultato finale non conta veramente tanto. Il discorso è nettamente diverso nel caso in cui abbiamo effettuato preventivamente una preparazione ed un serio allenamento così da ritenere di poterci cimentare alla pari con tutti gli altri partecipanti alla gara.

La vita stessa è una lotta continua in cui cerchiamo assiduamente la nostra affermazione. Tanti ambiscono di arrivare sul gradino più alto del podio, ma i posti sono limitati e non c'è spazio, né medaglie per tutti. Per qualcuno vincere è l'obiettivo prioritario da perseguire ad ogni costo, anche giocando sporco. In tal caso il fine davvero giustifica i mezzi e si è disposti a farsi largo senza scrupoli pur di emergere sopra gli altri. Le scorciatoie sono fin troppo ammiccanti. Mors tua, vita mea. Ma l'agire disonesto prima o poi viene a galla e le medaglie guadagnate fraudolentemente verranno ignominiosamente strappate dal petto.

Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell'uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».

sabato 24 giugno 2017

Virgola

Questo pomeriggio, mentre concludevo con Maria Luisa una breve passeggiata, mi rammaricavo con lei per non essere riuscito a scrivere nulla sul blog da oltre un mese. Mia moglie cercava di consolarmi dicendo che sicuramente in luglio sarei stato più creativo. Ma subito d'impulso l'ho frenata e le ho detto che così facendo avrei saltato un mese, senza neppure scrivere una virgola.

Ed è bastata questa frase per stimolare la fantasia. Già vedevo la sagoma di un grosso segno d'interpuzione emergere da un prato, come un mastodontico reperto archeologico. Però poi, quando poco fa ho iniziato a tracciare le linee dell'immagine d'esordio che accompagna questo post, ho preferito fare della virgola una sorta di monumento rallegrando la scena e disegnando nei pressi anche una giovinetta che corre felice facendo svolazzare un'altra virgola a mo' di aquilone.

Insignificante virgola, fondamentale in verità per rendere meglio il senso di un capoverso, separando le parole quel tanto che basti per farne comprendere il vero significato. Necessaria per riprendere respiro, là dove il pensiero si dilunga un poco oltre, più del dovuto, mentre un punto fermo sembra ancora lontano nelle intenzioni di chi scrive.

Un simpatico segnetto che, per facile associazione d'idee, richiama alla mente il passo della Sacra Scrittura in cui si dice che neppure uno iota andrà perso. Quella virgoletta al contrario che compare sotto certe lettere dell'alfabeto greco e che rischia di sbiadirsi col tempo, spazzata via dalle dita di un lettore insicuro che le scorre sotto la riga che sta leggendo in quel momento.

Grazie piccolo ciuffetto ribelle, ciocca mossa dal vento sulla fronte di un giovinetto in questa lunga notte africana dove non sarà una virgola a ridonare il respiro, ma una goccia venuta dal nord in compagnia di numerose sorelle.

sabato 20 maggio 2017

Il regalo di compleanno

Questa settimana volevo fare gli auguri di buon compleanno a mia cognata accompagnandoli con un disegnino realizzatto appositamente per l'occasione. Ma non ho avuto il tempo e così le ho mandato alcune foto prese in riva al lago approfittando della bella giornata che è stata martedì scorso.

L'idea di cosa disegnare per il suo genetliaco l'avevo già avuta qualche giorno prima. Soltanto mi è mancata la voglia di stare alzato fino a tardi per concretizzarla. Ed è così che in qualche modo ho rimediato ora mettendomi davanti allo schermo del fido PC di casa, fra una pausa e l'altra delle usuali faccende domestiche che ci tengono occupati nel fine settimana.

Più tardi le incollerò anche questa immagine così che possa sapere che era - e tutto sommato lo è ancora - destinata a lei. Una donna con l'animo che sa rallegrarsi per un'imbarcazione che dondola silenziosa in fondo ad un molo aspettando impaziente, come un cucciolo fedele, che la si porti vagabonda al largo.

Come un regalo tardivo, questo post è dedicato a te, skipper intrepido che solchi i mari senza temerarietà né imprudenza.

lunedì 8 maggio 2017

Selfie estremi

Ieri sera, terminato di vedere l'ormai noioso "Che fuori tempo che fa", prima di spegnere il televisore ho voluto sfogliare in avanti alcuni canali e sono andato ad inciampare sul programma di Mediaset "Le iene". Forse inizialmente è stato più il baffo sottile alla Sandro Paternostro di Fabio Rovazzi a catturare la mia curiosità che la trasmissone stessa. Dopo alcune battute mi sono reso conto che il servizio che stava andando in onda riguardava i selfie estremi ed ho così continuato a seguire i tentativi di chi si stava accingendo a salire in cima ad uno dei grattacieli di Dubai per fare proibitive riprese.

Le inquadrature registrate veramente al limite della copertura del tetto sono riuscite a suscitare in me un senso di vertigine tale da insinuarmi per un istante il pensiero di buttarmi nel vuoto per quell'inconscio desiderio di volare che si prova esattamente come viene detto da Jovanotti nella sua canzone "Mi fido di te".

Ed è così che stamattina ho abbozzato l'idea di stigmatizzare il comportamento di questi pseudo professionisti del selfie estremo con la vignetta che introduce questo post. Gli squali erano stati da me pensati come un doppio pericolo latente per chi si trovi ad esibirsi su quei vertiginosi cornicioni. Ma mia moglie mi ha suggerito involontariamente una seconda chiave di scrittura dove le pinne dei temibili squali starebbero invece a simboleggiare gli spregiudicati procacciatori di questo genere di filmati per fini di promozione commerciale.

Le siringhe con foggia di aguzzi palazzi che si stagliano sullo sfondo starebbero a simboleggiare questo vizio malato che porta a compiere imprese sempre più estreme dove l'assuefazione ormai non muove più l'adrenalina di un tempo, ma il pericolo è sempre in agguato e soprattutto l'invito rivolto ai più giovani di non emulare queste imprese finisce invece per essere più uno stimolo che un deterrente.

sabato 6 maggio 2017

La passeggiata



Invito a trovare il tempo per parlare l’uno all’altro con semplicità, senza trasformare ogni punto di vista in un puntiglio, ogni divergenza in un litigio: un tempo per parlare, scambiare delle idee, riconoscere gli errori e chiedersi scusa, rallegrarsi del bene compiuto, un tempo per parlare passeggiando tranquillamente la domenica pomeriggio, senza fretta.

Carlo Maria Martini
La famiglia alla prova
VITA E PENSIERO

sabato 15 aprile 2017

Non praevalebunt

Ci sono forze del male che premono da ogni direzione per cancellare ciò che di bello abbiamo costruito con dura fatica.

Non prevarranno.