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venerdì 6 giugno 2008

La bambolina di Anna


In un villaggio di pescatori nel nord dell'Europa vive una bambina di nome Anna.
Suo padre, come quasi tutti gli uomini di quella comunità, è un pescatore. Buona parte dell'anno il padre di Anna lo passa lontano dalla famiglia, imbarcato sul peschereccio di proprietà dell'impresa per cui lavora.
La loro casa, che un tempo era appartenuta ai nonni materni, si trova un po' fuori dal centro abitato, su in collina, e domina l'intera baia. Quando c'è bel tempo, da lassù con lo sguardo si può scrutare l'orizzonte del mare fin molto lontano.
Da alcuni mesi Anna ha imparato a riconoscere la sagoma dell'imbarcazione di suo padre, quando ancora è distante molte miglia dalla costa. Durante la bella stagione, prima che si faccia ora di cena, Anna scende un poco il sentiero che porta alla sua casa e si va a sedere nel prato sottostante, proprio nel punto in cui la visuale è migliore. Lei non sa quando farà ritorno suo padre. Non c'è una data fissa. A volte succede parecchi giorni dopo la sua partenza. Altre volte invece gli uomini hanno maggior fortuna e tornano più presto del solito con le stive piene di grossi pesci.
Anna resta seduta nell'erba con l'ampia gonna aperta ad ombrello che le nasconde le gambe. Non è sola. Tiene stretta fra le mani una bambolina che il padre le ha regalato tornando dal suo ultimo viaggio. Ogni volta che il padre ritorna, per far sentire meno il peso della sua prolungata assenza, si ferma giù alla bottega del villaggio e compera qualche pezzo di stoffa per sua madre ed un dono per lei: quasi sempre una bambolina. Anna ormai ne possiede parecchie. Sono tutte ben disposte sulla mensola della sua camera da letto. Tutte tranne una: l'ultima, da cui non si stacca quasi mai. Quando il padre ritorna e ne porta una nuova, la ripone con cura sull'asse ormai piena e quest'ultima diventa la sua inseparabile compagna nei successivi giorni d'attesa.
Un giorno, mentre Anna se ne stava ancora seduta nel prato ad accarezzare la sua bambolina, sollevando di tanto in tanto lo sguardo in direzione del mare, Peter faceva ritorno da una passeggiata in montagna. Percorreva in discesa il sentiero che fiancheggia la casa di Anna. Quando Peter le fu abbastanza vicino decise di fare una sosta ed andò a sedersi accanto a lei cercando di non spaventarla. Anna sentì i suoi passi e si voltò.
Nonostante il villaggio fosse abbastanza piccolo, Anna conosceva Peter a malapena. Il ragazzino dimostrava di avere solo due o tre anni più di lei. Sembrava però molto sicuro di sé andandosene in giro tutto solo, come in verità facevano altri ragazzi del paese suoi coetanei.
Peter fu un poco sorpreso di vedere Anna tutta sola, anche se immaginava che non si fosse allontanata molto da casa. Garbatamente le chiese cosa stesse facendo e lei gentilmente gli rispose che aspettava il ritorno di suo padre. Quando la barca stava per fare ritorno al villaggio, lei riusciva a scorgerla da lontano e così sapeva che di lì a poche ore lo avrebbe riabbracciato. Anche Peter raccontò qualcosa di sé. Descrisse quello che poche ore prima aveva visto lassù in montagna. Poi Anna gli chiese se da grande avrebbe fatto anche lui il pescatore. Peter scosse il capo. Non avrebbe seguito le orme di suo padre. Avrebbe allevato vacche o forse sarebbe diventato un contadino come gli uomini dell'entroterra.
Anna gli sorrise e sentì irrefrenabile l'impulso di offrirgli in dono la sua bambolina. Peter un po' stupito ringraziò e la portò via con sé.

1 commento:

SCIRETTI ALBERTO ha detto...

Ho letto velocemente alcuni articoli del blog (tornerò a leggere appena avrò più tempo), venendo a contatto con alcuni frammenti di vita, raccontati in modo sincero e con una naturalezza disarmante molto rara...
Quello che conta veramente è l'autenticità di una persona, e qui non ho sentito ne maschere, ne personaggi!