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domenica 8 dicembre 2013

Incomprensioni

Ieri mattina stavo tornando a Brescia dopo l'ennesima serata passata con Maria Luisa e i suoi compagni di classe. Eravamo a Cremona con due automobili e così, nonostante la cosa non stia in vetta alla classifica dei miei gradimenti, viaggiavamo da soli. In verità mi ero messo in strada qualche minuto prima della consorte perché avevo in animo di colmare la lacuna del mancato regalo per il suo recente compleanno. Nel frattempo lei si sarebbe attardata ancora un attimo in casa della madre per le ultime incombenze domestiche.

Mentre percorrevo la strada che dall'azienda municipalizzata cremonese porta verso l'imbocco autostradale, scorgo in lontananza un'auto della Polizia che procede lentamente. Davanti alle forze dell'ordine intravedo un'anziana signora che cammina ondeggiante lungo la carreggiata. Dall'auto uno degli agenti, quello sul lato del passeggero, mi fa cenno con la mano di rallentare. Quasi contemporaneamente, quello alla guida, sporge il braccio fuori dal finestrino ed indica con il dito verso sinistra.

Mi appresto allora a superare con cautela l'auto della Polizia, ma immediatamente a suon di clacson mi viene intimato di fermarmi. Subito dopo aver arrestato la macchina, abbasso il finestrino e cerco di giustificarmi dicendo che avevo capito di superare a sinistra. Invece loro avevano intenzione di far attraversare la signora anziana che manifestava evidenti problemi di orientamento nello spazio. A fianco della carreggiata vi è una pista ciclabile separata, se non ricordo male, da un piccolo fossato. Era loro intenzione permettere all'anziana di raggiungere uno degli attraversamenti per poi condurla in sicurezza sull'altro lato.

Gli agenti avevano tutte le ragioni di questo mondo per intimarmi l'alt così bruscamente come in effetti è stato, ma io non avevo assolutamente compreso che il gesto di uno dei due stava ad indicare la direzione verso cui avevano intenzione di mandare l'insicuro pedone piuttosto che essere un segno rivolto a me per indicarmi dove sarei dovuto passare. Piccola incomprensione di poco conto che non ha dato adito a nessuno strascico successivo. Probabilmente il poliziotto alla guida si deve essere reso conto del segnale ambiguo che mi aveva inviato e si era poi rivolto a me con toni decisamente pacati, ben diversi da quelli del collega che, mentre mi apostrofava con decisione, scendeva solertemente dall'autovettura per accompagnare la signora in zona sicura.

Più avanti, mentre ormai viaggiavo tranquillo in autostrada, m'è venuto quasi naturale pensare a mamma. Una mattina, mentre stavo per andarmene al lavoro, sento squillare il telefono. E' papà che, molto preoccupato, mi avvisa del mancato ritorno di nonna Celina uscita di buonora per andare alla messa. Subito ci mettiamo affannosamente alla ricerca di mia madre per le vie del quartiere. Dopo diversi minuti di infruttuoso girovagare, mi chiama al telefonino mio padre e mi dice che è riuscito a trovarla in una zona non molto lontana da casa, ma in vie diametralmente opposte a quelle che stavo battendo io in quel momento.

In un attimo è svanita tutta l'apprensione che noi familiari stavamo patendo, temendo che alla nonna potesse essere capitato qualcosa di grave. Non avevamo dubbi che potesse essersi smarrita perché in precedenza qualche episodio simile era già capitato, ma in qualche modo mia madre era sempre riuscita a guadagnare la via di casa. Quella volta invece non era stato così.

Cercando di dosare le parole e trovare il modo più adatto per non farla sentire umiliata, le dissi che sarebbe stato meglio per tutti se lei non fosse più uscita da sola per andare alla messa di buon mattino. Poteva andare a quella pomeridiana, accompagnata da papà. Come infatti avvenne e come talvolta mi è capitato di riscontrare rientrando in qualche occasione più presto del solito dal lavoro. Cominciava così l'inesorabile declino cognitivo di mia madre ed il percorso di amore e dedizione di mio padre che si prendeva cura della moglie come non aveva mai fatto in precedenza. Senza mai farne una colpa a lei per il suo stato di salute.

Tornando a quell'anziana signora di ieri mattina, che procedeva senza ombra di dubbio alquanto smarrita, voglio sperare che in qualche modo siano state avvisate le persone idonee per venirle immediatamente in soccorso. La pista ciclabile sarà stata certamente un posto più sicuro da percorrere a piedi rispetto alla strada, ma nessuna delle due mi sembravano un tragitto adatto per quella persona che si stava allontanando in maniera problematica dalla zona abitata.

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