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domenica 1 settembre 2013

Realtà e fantasia

Quando siamo tornati dal tour nel nord Europa, i ragazzi ci hanno fatto trovare la casa abbastanza in ordine. Loro però avevano messo le mani avanti con un SMS giustificandosi con il poco tempo rimasto a disposizione prima della partenza e da poter dedicare alle pulizie. Nonostante questo non abbiamo avuto particolari motivi di lamentela. Cosa non da poco, si erano addirittura ricordati di buttare la spazzatura indifferenziata e gli scarti organici. Il vetro e la plastica invece erano rimasti rigurgitanti nei contenitori loro adibiti in terrazza.

L'indomani ho provveduto personalmente a sbarazzarmi delle cose che non erano state gettate dai figli. Mentre mi avvicino all'area ecologica, mi rendo conto che qualcuno sta rovistando nei capienti cassonetti. Si tratta di un giovane di colore munito di un lungo arnese utile ad agganciare oggetti anche fin sul fondo dove le proprie mani non riescono ad arrivare.

Lo lascio proseguire indisturbato il suo lavoro di recupero e cerco di non far trapelare meraviglia alcuna per il suo operato. Mi vien spontaneo pensare che in questi tempi di crisi è forse possibile ricavare qualche spicciolo con oggetti o cose rinvenute fra i rifiuti. Dopo aver gettato le bottiglie di vetro e le lattine nell'apposito contenitore, mi sono spostato per buttare la plastica nell'apposito cassonetto vicino a quello dell'indifferenziato presso cui il giovane stava armeggiando.

E così mi sono accorto che il ragazzo era riuscito a recuperare un piccolo televisore portatile a tubo catodico. Lo aveva collocato a terra e con le mani faceva come il gesto di spolverarlo per bene nonostante non sembrasse averne bisogno. Mentre continuavo imperterrito a buttare i miei contenitori di plastica, gli rivolgo la parola ed accennando all'apparecchio TV dico che i possessori l'hanno gettato, ma forse è ancora funzionante e magari se ne sono liberati perché ormai obsoleto.

Mi sorride e mi chiede se sono un tecnico elettronico in grado eventualmente di ripararlo. In realtà non è così confidente con l'italiano e la frase pronunciata dalle sue labbra è un'altra, ma il senso si capisce che è esattamente quello. Scuoto la testa e, mentre mi allontano, vedo il giovane collocare il piccolo apparecchio in una delle capienti, ed in verità già piene, borse agganciate alla sua bicicletta.

Dopo aver sistemato alcune cose, nel pomeriggio mia moglie ed io scendiamo a Cremona per portare un saluto a nonna Carla che non ci vede da qualche giorno. Durante questa visita ci avanza ancora un po' di tempo e ne approfittiamo per fare due passi fra le vie del centro insolitamente animato di persone nonostante la calura ed il periodo estivo.

Sotto i portici ci sono alcune bancarelle di uno svogliato mercatino delle pulci. Giovani coppiette e attempati signori vagabondano lì attorno gettando di tanto in tanto un'occhiata sui banconi con la medesima flemma di cui siamo investiti anche noi. Più avanti mi sembra d'intravedere un oggetto familiare: un televisore portatile esattamente identico a quello recuperato in mattinata dal ragazzo di colore. Facendomi più vicino mi par di notare una coppia di signori di mezza età particolarmente interessata alla TV.

Avvicinandomi ancora ho modo di sentire che lui dice alla moglie, o compagna che sia, che ve n'era uno uguale in casa dei suoi genitori e gli piacerebbe acquistarlo per metterlo in taverna, vicino alla macchina da cucire della nonna. Sorrido fra me e me e non posso far a meno di pensare che a volte, per nostalgia, finiamo per pagare nuovamente cose di cui un giorno ci siamo sbarazzati con fin troppa facilità.



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