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sabato 20 luglio 2013

Scelta


Al di là delle curiosità personali, il punto di partenza della mia riflessione è stato la constatazione di una tendenza data ormai per assodata da tantissimi analisti, e cioè che nelle nostre società aperte europee anche quella di credere in Dio sta diventando sempre di più una "scelta", un'opzione chiaramente soggettiva, che richiede forti motivazioni personali. Non quindi un comportamento dato per scontato, semplicemente ereditato dalla tradizione o addirittura imposto dall'esterno, ma l'oggetto di una decisione individuale consapevole. Il filosofo Charles Taylor (2009) ha definito nel modo migliore questo atteggiamento parlando di "cultura dell'autenticità", ovvero della convinzione tanto diffusa nelle società europee che il conformismo vada rigettato e che ciascuno di noi abbia il diritto/dovere di trovare un suo modo specifico di realizzare la propria umanità. Nel suo L'era secolare, Taylor ha descritto l'origine e le conseguenze di questa avvenuta rivoluzione nelle "condizioni della credenza", per usare la sua espressione. Una rivoluzione che non coincide necessariamente con la "morte di Dio", anche se alcuni pensano che ne sia la logica premessa (Bruce 2002).


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