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domenica 16 marzo 2008

Cinema di periferia

Questa cosa è successa diverse settimane fa, ma solo ora trovo il tempo per raccontarla.

Maria Luisa ed io stavamo ritornando dalle abituali spese del sabato mattino. Mentre eravamo in colonna al semaforo mi capita di dare un'occhiata alla locandina di un cinematografo d'oratorio.

Non è molto distante da casa nostra. Pochi passi di buona lena e potrebbe diventare un valido ed alternativo modo di spendere il sabato sera, lontani dalle caotiche ed affollate multisala tanto in voga al giorno d'oggi.

Sicuramente la scelta è meno variegata. Direi anzi obbligata a causa di un'unica proiezione e forse per questo una serata diversa, meno scontata. Niente passerelle di mamme avvenenti o stanco vagabondare di giovanotti che ammazzano la noia del proprio fine settimana prima nel buio di una sala e poi nel frastuono di una discoteca.

Ceniamo un po' più presto del solito e poi usciamo tutti quanti. I ragazzi si dirigono verso il nostro oratorio dove ritrovano gli amici di sempre. Noi proseguiamo a passo spedito per non fare tardi alla proiezione unica delle 21.

Per strada c'imbattiamo in gruppi di giovanotti e ragazze che indugiano intorno alle proprie automobili. Dev'essere dura la vita del sabato sera: sempre qualcosa da organizzare e da fare perché il lunedì arriva presto e non si può affrontare un'altra settimana se non si è goduto la vita fino in fondo, magari con un tantino d'eccessi.

Più avanti nel nostro tragitto troviamo un negozio di frutta e verdura ancora aperto. Questa cosa mi fa tornare al viaggio di nozze a Parigi, quando non era infrequente trovare esercizi aperti anche ad ora tarda. Non si capisce bene se per desiderio di proseguire negli affari oppure perché nelle solitudini di questa esistenza altro non resta da fare che ammazzarsi di lavoro.

Condivido questi pensieri con la mia sposa e passo dopo passo arriviamo alla nostra meta. Ho sempre timore di arrivare tardi e mi rendo conto di averla costretta ad un'andatura fin troppo spedita.

Entriamo. Penso che la proiezione potrebbe essere già iniziata. Oppure non si è presentato ancora nessuno, nonostante sia ormai ora. Nell'atrio c'è gente che sorride. Chissà mai perché penso che stiano ridendo di noi. Siamo forse gli unici che hanno avuto l'ardire di buttarsi in un cinema di periferia?

Compriamo due biglietti e poi entriamo in platea. Non vedo nessuno. Siamo proprio soli. Poi udiamo provenire dall'alto alcune voci. Sono tutti in balconata. Decidiamo di tornare sui nostri passi e saliamo anche noi.

Non torno in questo locale da più di vent'anni quando mi capitava di assistere a qualche cineforum impegnato.

Il pensiero va anche alle proiezioni per periodo di leva. Anche lì in qualche oratorio di periferia con coppiette davanti a me che con le loro tenerezze mi distraevano e mi facevano perdere la trama del film.

Il pubblico del piano superiore è in verità poco numeroso, come prevedibile. Alcuni gruppi di giovani e vivaci nuclei familiari.

Tutti presi dalle vicende de "La bussola d'oro" siamo sorpresi dall'interruzione per l'intervallo a metà proiezione. Nelle multisala si è persa l'abitudine a questa cosa. Il tempo è denaro, si sa.

Alla ripresa manca l'audio. Nascono cori spontanei, prima timidi, poi ben marcati e decisi che reclamano "voce!", proprio come ai vecchi tempi. Come recita una nota pubblicità, ci sono cose che non si possono comprare, ma noi le abbiamo ricevute tutte e a buon prezzo.

Mentre ritorniamo verso casa, felici per la gradevole proiezione, ma ancor di più per esserci riempiti di tenerezza come fidanzatini d'altri tempi, incrociamo alcuni ragazzi che chiaramente escono dal nostro oratorio. Quando vi arriviamo davanti fatico un poco a convincere Alessandra a seguirci a casa. Vorrebbe fare come il fratello più grande ed aspettare ancora un po' a sciogliere la compagnia.

Un sabato diverso, non c'è che dire. Non siamo pesci nell'acquario con tutta la vita programmata. Possiamo scegliere e con sorpresa scoprire che non sono le cose lontane a darci la felicità, ma inaspettatamente la possiamo trovare anche in un cinema di periferia.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

...senza contare che i piccoli cinema spesso hanno una di scelta di titoli che spesso, fortunatamente, si discosta da criteri puramente commerciali.
Purtroppo le piccole sale stanno chiudendo un po ovunque e nei piccoli paesini non resta che prendere l'automobile per vedere una pellicola su schermo.
gmb3

Lyn ha detto...

Thanks for writing this.